giovedì 30 ottobre 2008

- VIVERE -



Vivere è dolore ! Ecco perché fa male!

Chi ti ama ti chiederà di non pensarci … per proteggerti dalla sofferenza.
Chi non ti considera, …non ti dirà nulla, poiché lui stesso starà soffrendo.
Chi ti odia ti dirà che non è vero…ma solo per darti ancora dolore.

Lungo il cammino ci saranno minuti interminabili che dureranno troppo e anni velocissimi come passanti isterici.

Pioverà quando era previsto il sole … e ti ritroverai troppo vestito un giorno che si aspettava il freddo.
Ci sarà un uomo nero, un professore, un capoufficio e un prete a portare via le ore migliori del tuo sonno.

Ci sarà una casa in cui rientrare… e un padre da cui fuggire.
Ci sarà un nonno da rimpiangere e un tetto da costruire.

Ci saranno bilici precari sulla corda di un trapezio altissimo
e vertigini scomode, dalle quali salvarsi per mezzo di appigli.

Ci saranno prese mancate di amichevoli mani assenti all’appello e braccia provvidenziali piovute da un cielo nascosto o dimenticato.

Ci saranno sogni diurni e segreti su cui fantasticare e incubi concreti e inconsci, poggiati su un comodino al buio.

Ci saranno code sempre pronte a scodinzolare al tuo ritorno, da cui invidiarne la fedeltà e profumi inebrianti a cui annodare ricordi

Ci saranno amori disarmanti come droghe pesantissime da cui disintossicarsi a fatica e bocche da baciare deludenti come film d’annata visti e rivisti ancora, sui quali fare sterili commenti.

Ci saranno sguardi da incrociare come trame di una tela su cui dipingere sensazioni timide e frasi da interpretare come linguaggi di civiltà perdute.

Ci saranno scuse da trovare come ombrelli in un temporale, appuntamenti mancati come birilli lasciati in piedi e attese impalate davanti a scale fermissime, dalle quali attendere passi rassicuranti.

Ci saranno abbracci più caldi di piume invernali e pacche da spalla come timbri di un macellaio.
Ci saranno strette di mano sotto lo zero, e sorrisi issati con forza come vele di un galeone.

Ci sarà tutto…in un giorno da niente…e niente per tutto un giorno.

In ogni sua sfumatura, non potrai sottrarre dal tuo corpo neanche un frammento del trascorrere incessante del tempo…ed ogni scheggia farà malissimo!

Chi ti ama ti chiederà di non pensarci … per proteggerti dalla sofferenza.
Chi non ti considera, …non ti dirà nulla, poiché lui stesso starà soffrendo.
Chi ti odia ti dirà che non è vero…ma solo per darti ancora dolore.
-gm-

martedì 21 ottobre 2008

- FUORIPOSTO -



A volte mi sento fuoriposto…come un soprammobile strano, che appoggi dove capita.
Un oggetto che sta bene un po’ in tutti gli angoli di casa, ma che finisce per non essere mai in quello giusto.
Sento di avere imparato tante cose, ma infondo, di non saperne fare veramente bene nessuna.
E’ cosi’! E’ come se avessi camminato su tanti sentieri ed’ogni volta, mi fossi preoccupato prontamente, di cancellare dietro di me le tracce lasciate sul mio cammino.
E mi accorgo di quanto è presente il timore che quei passi riconducano a me, ogni volta che ne muovo uno, o che penso a quanto e dove ho passeggiato fino ad’oggi.

Ecco perché, alla fine, non sono mai riuscito a fare una cosa meglio di tutte le altre.
Forse perché quando ti specializzi in qualcosa, quando la assimili nella sua essenza e la rendi parte del tuo quotidiano, finisci anche per essere quella cosa. Per venire identificato con essa.
E allora a quel punto diventa difficile nascondere le tracce dietro di te.
Le persone finiscono per notarle prima o poi . Per quanto possa essere distratto, ci sarà sempre qualcuno che, prima di vedere te, vedrà le tue orme su quel sentiero.

Il fatto è che io sono sempre riuscito ad abbandonare il tracciato, prima di farmi raggiungere da quegli sguardi che puntualmente il mondo ti sguinzaglia alle spalle.
Ho disseminato, dietro di me, decine di opere incomplete, di torte crude e palazzi non finiti, tanto da poterli considerare veri e propri “casi irrisolti”.
Archiviati non tanto per assenza di prove, quanto più per la mancanza di un imputato da mettere sul banco del tribunale.
Quasi certamente è tutta lì la spiegazione. E’ probabile che io abbia scelto di non portare mai a compimento nulla, proprio per sfuggire al verdetto di quelle sentenze.

Ho preferito la fredda veste dell’anonimato di una “non firma” su un quadro appena abbozzato, solo per la paura di essere presente il giorno che qualcuno avesse posato lo sguardo su quel quadro...chiedendosi chi fosse mai l’autore.
A quel punto sarebbe stato difficile schivare un etichetta e pressoché impossibile impedire al mondo di chiamarti “pittore”.
Non è stato tanto il “cadere” a spaventarmi, quanto la paura di cadere.

E’ per questo che oggi mi ritrovo qui, seduto ad un tavolo, con una sigaretta tra le dita e gli occhi rossi dal sonno.
Un sonno che non c’è, come una donna che tutte le sere ti da buca, ma che ancora aspetti.
E mentre il fumo sale nella mia stanza e finisce per creare una cappa di smog che sembra il cielo di Roma riprodotto in scala, io resto quì.
A meditare sull’essere… quell’oggetto fuoriposto.


- g m -

domenica 5 ottobre 2008

- NOSTALGICA -


Può essere solo sbagliato quel mondo che ti fà rimpiangere un'altro mondo.

Può essere solo fermo quel tempo in cui esiste solo il passato.

Può essere solo artificiale quel sole al quale si preferisce il buio delle tenebre.


Sui campi dove sono morti i valori...fioriranno a decine, boccioli di nostalgici.


-g-