domenica 6 aprile 2008

GENE-RAZIONE





("mio padre" - olio su tela - 2007 -gm-)



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Guardo una foto di mio padre da giovane, nel pieno delle sue forze.
Sorride…sicuro di sé, con quei buffi pantaloni a campana e quegli srtani capelli “lunghi per forza”,
incorniciati da grosse basette folte.
Lo riesco a vedere chiaramente…anche se chiudo gli occhi…come se in un angolo del tempo, qualcosa si sia congelato.
Se ne sta lì davanti a me…e anche lui mi osserva in silenzio.

Poi però non posso non riflettere.
Mi accorgo di come mio padre, in quella sua vita…sotto quel cielo, avesse con sé pochissimi mezzi…ma moltissimi fini.
E mi angoscia sapere che mio figlio, è probabile che avrà infiniti mezzi…e nessun fine.

Guardo mio padre e mi accorgo di come, in quel suo mondo “tutto da rifare”, stentasse discorsi pronunciati in una sola lingua incerta, ma che dentro in realtà, avesse un’ universo da raccontare.
Mentre mio figlio, parlerà tutti i linguaggi della terra…senza aver nulla da dire.

Continuo a guardarlo mio padre. Sta in piedi davanti a me…in quella foto dai bordi consumati. Bello come il sole, con quella camicia a scacchi dai colori improbabili ed il sacrosanto diritto di essere ancora acerbo alla vita.
Traspare con chiarezza quanto lui, in quel suo tempo, non trovasse le risposte.
Ma la vera beffa, è capire che molto probabilmente…suo nipote non troverà le domande.


-gm-